Difendersi da Equitalia e fermare le cartelle esattoriali

Difendersi da Equitalia e fermare le cartelle esattoriali

a cura del Dott. Giuseppe Castello ex funzionario Agenzia delle Entrate

1) Sospensione riscossione cartelle pagamento

Si può richiedere la sospensione immediata della riscossione se:

– la cartella esattoriale è soggetta a prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;

– c’è la sussistenza di un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;

– esistenza di una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;

– c’è l’esistenza di una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell’ente creditore, emesse in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;

–  vi è il pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore;

– qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.

2) Piani di rateizzazione

I contribuenti che hanno ottenuto piani di rateizzazione del debito da Equitalia possono non pagare otto rate anche non consecutive senza perdere il beneficio.
Una concessione estesa anche a quanti ne abbiano fatto richiesta già in passato.
In altre parole, se la morosità non arriva complessivamente a otto rate, è sempre possibile chiedere la dilazione di nuove cartelle.
Altra deroga. Se il debitore dimostra una situazione di difficoltà derivante dalla congiuntura economica, può rateizzare il proprio debito iscritto a ruolo in 120 tranches mensili anziché nelle sole 72 concesse fino ad oggi.

3) La proroga se peggiora la situazione economica

Qualora il contribuente abbia già ottenuto la dilazione da parte di Equitalia e stia già pagando a rate il proprio debito e la sua situazione economica è nel frattempo peggiorata, potrà richiedere una sola volta la proroga per un massimo di altri sei anni.
La richiesta di dilazione a Equitalia può essere fatta anche se il contribuente è decaduto precedentemente dalla rateazione concessa per lo stesso debito dall’ufficio dell’agenzia delle Entrate.
In ogni caso, può essere richiesta e ottenuta la dilazione a rate variabili e crescenti sia per la prima rateizzazione sia per quelle in proroga.
Di solito le prime rate saranno più leggere e cresceranno progressivamente nella prospettiva di un miglioramento della tua situazione economica.
Infine, è possibile chiedere la dilazione per nuove cartelle anche se il contribuente ha già una rateazione in corso, a condizione però di essere in regola con i pagamenti delle rate precedentemente concesse.
Il mancato pagamento di una sola rata non determina la decadenza dalla dilazione.
Soltanto qualora non vengano versate due rate consecutive, infatti, si perde il beneficio del rateizzo e il debito dovrà essere tempestivamente versato in un’unica soluzione.

4) Lo stop alle cartelle infondate

Se la richiesta è infondata o le somme non sono dovute, il contribuente può chiedere direttamente a Equitalia la sospensione della riscossione degli importi contestati in una cartella o in ogni altro documento notificato quando, ad esempio, hai già pagato l’importo richiesto o se è in possesso di una sentenza di accoglimento delle sue ragioni o di uno sgravio dell’ente creditore.
La sospensione può essere richiesta in presenza di qualsiasi causa che rende non esigibile il credito da parte dell’ente pubblico creditore.
La domanda può essere presentata entro 90 giorni da quando Equitalia ha notificato la cartella.
Alla richiesta vanno allegati un documento di riconoscimento e altri documenti come, per esempio, la ricevuta che attesta il pagamento già avvenuto, il provvedimento di sgravio o la sentenza di accoglimento del ricorso.
Ricevuta la domanda completa di tutta la documentazione, Equitalia sospende immediatamente l’attività di riscossione e chiede una verifica all’ente creditore.
Se la documentazione presentata è incompleta, Equitalia chiederà le integrazioni necessarie.
Se entro 220 giorni non il contribuente non riceverà alcuna risposta dall’ente creditore, le somme richieste non saranno più dovute.

5) Il ricorso ai giudici

La cartella di pagamento può essere annullata, per intero o parzialmente, dal giudice tributario qualora presenti “indizi” di nullità per vizi propri.
In particolare, le principali cause che possono comportare la nullità della cartella di pagamento riguardano, generalmente:
il vizio di notifica, il mancato rispetto dei termini di decadenza, il vizio di motivazione, l’omessa indicazione del responsabile del procedimento, l’omessa sottoscrizione, il mancato rispetto della normativa in tema di riscossione frazionata, l’illecita iscrizione delle somme nei ruoli straordinari, la non conformità al ruolo e l’avvenuto annullamento dell’avviso di accertamento.
I termini per fare ricorso cambiano a seconda del tributo oggetto della cartella.
In caso di imposte sui redditi, imposta di registro, ipotecaria e catastale, imposta sulle successioni o donazioni, tasse automobilistiche, canone Rai, tributi locali, il termine di presentazione è di 60 giorni dalla notifica e ci si deve rivolgere alla commissione provinciale tributaria (giudice tributario).
In caso invece di contributi previdenziali, il termine è di 40 giorni e ci si deve rivolgere al giudice del lavoro. In caso di sanzioni amministrative (il caso più frequente è quello delle multe al codice della strada) il termine è di 30 giorni e ci si può rivolgere al giudice di pace della zona in cui è avvenuta l’infrazione.

6) Fermo amministrativo

Il fermo amministrativo dei beni mobili registrati diventa inefficace nell’ipotesi in cui il contribuente abbia nel frattempo versato le somme dovute.
In tal caso, il provvedimento di fermo deve essere immediatamente revocato.
Il fermo perde inoltre efficacia.
In ogni caso, l’adozione del fermo amministrativo è preclusa se il contribuente ha ottenuto la rateazione delle somme iscritte a ruolo.
Inoltre se il contribuente dimostra entro 30 giorni dal preavviso che l’automobile o un altro mezzo di trasporto a motore sono strumentali alla sua attività professionale non potrà essere applicato il fermo amministrativo.

7) Prima casa impignorabile

E’ vietato pignorare l’unico immobile posseduto dal contribuente purchè non sia di lusso, villa (categoria catastale A/8) o castello (categoria catastale A/9) e che sia adibito ad abitazione principale.

8) Limitazione dei poteri di Equitalia

In caso di espropriazione immobiliare, l’innalzamento della soglia del debito minimo per procedere sale da 20mila  a 120.000 euro.
Tuttavia, ciò non deve far abbassare la guardia ai proprietari di case alle prese con il pagamento delle rate.
Meglio ricordare che se Equitalia non potrà più far partire l’esproprio, gli istituti di credito possono comunque continuare ad esigere il pignoramento, visto che l’articolo 40 del
Testo unico bancario stabilisce che “la banca può invocare come causa di risoluzione del contratto il ritardato pagamento quando lo stesso si sia verificato almeno sette volte, anche non consecutive.
A tal fine costituisce ritardato pagamento quello effettuato tra il 30esimo e 180esimo giorno dalla scadenza della rata”.
Per i professionisti i beni strumentali per la produzione potranno essere pignorati solo se il valore di realizzo di altri beni non appare sufficiente a soddisfare il credito.

9) Esdebitazione

E’ la procedura consigliata per i consumatori, ovvero le persone fisiche che hanno fatto debiti esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
Questa procedura non richiede l’accordo dei creditori, ma dovrà comunque assicurare ai creditori una soddisfazione maggiore di quella che si avrebbe attraverso la liquidazione di tutti i beni del consumatore.

10) Cartelle esattoriali da annullare

Con la sentenza della Corte Costituzionale n.37/2015, depositata il 17 Marzo 2015,  con la quale sono state annullate le nomine di  circa 1.200 dirigenti (767 all’Agenzia delle Entrate, ed altri 430 Agenzia delle Dogane e Territorio),  c’è la concreta possibilità di poter ricorrere in giudizio per otte

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